Emozioni antidemocratiche. L’esempio di Israele

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Eva Illouz

Emozioni antidemocratiche. L’esempio di Israele

In tutto il mondo la democrazia è minacciata da movimenti e ideologie populiste. La paura generalizzata del nemico, la separazione e il disgusto tra differenti gruppi sociali, il risentimento causato da esclusione e discriminazione, oltre a generare un orgoglio nazionale esasperato, sono il combustibile che alimenta e sostiene il populismo autoritario. Le emozioni giocano infatti un ruolo cruciale nella sfera politica, che Eva Illouz indaga a partire da Israele, paradigma dello stile nazionalista e populista che si è esteso a livello globale negli ultimi decenni. Fin dalla sua fondazione, Israele è stato un modello di democrazia securitaria forse senza eguali, basato sull’imperativo «sconfiggere il nemico o essere distrutti». Se l’olocausto ha mutato per sempre l’inconscio ebraico, traumatizzato da un antisemitismo eterno e ineluttabile, «come fosse scritto nell’ordine stesso del mondo», la costante minaccia esistenziale che incombe sulla popolazione ebraica ha portato alla ricorrente violazione della legge in nome della sopravvivenza biologica. È così che Benjamin Netanyahu ha raggiunto l’impresa machiavellica di essere amato grazie alla paura che semina, mescolando il carattere biblico e teologico della storia ebraica con gli intrecci geopolitici del Paese. Solo un nuovo orientamento emotivo, fondato sul sentimento della fraternità, potrà allora contrastare l’estrema destra al potere e preservare quello che resta dell’unica democrazia del Medio Oriente.

EVA ILLOUZ
Insegna Sociologia all’Università Ebraica di Gerusalemme e all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Dal 2012 al 2015 è stata la prima presidente donna dell’Accademia Bezalel di Belle Arti e Design di Gerusalemme. Tra le massime sociologhe viventi, è stata definita una delle più importanti pensatrici del futuro da «Die Zeit». Ha pubblicato Perché l’amore fa soffrire (il Mulino, 2015), Happycracy. Come la scienza della felicità controlla le nostre vite (con E. Cabanas, Codice, 2019) e, per Castelvecchi, Il capitale sessuale (con D. Kaplan, 2020).

La Stampa 07/06/24

HUFFINGTON POST 14/06/24

Avvenire 17/07/24

 

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